Chi sono

Sono nata il 19 febbraio 1967 a Bolzano, dove risiedo ed esercito la professione forense.

Mi sono laureata presso l’Università degli studi di Padova, discutendo una tesi di diritto pubblico in tema di bilinguismo in Alto Adige, relatore il prof. Livio Paladin.

Da subito ho intrapreso la libera professione, dopo l’esito positivo dell’esame di Stato, a Trento, dal 1997 sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Bolzano.

In una realtà come Bolzano, l’avvocato è chiamato ad entrare in diversi settori della professione, mi occupo prevalentemente di diritto civile.

Sono inserita nella lista dei difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato tenuta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bolzano.

Da maggio 2010 sono iscritta all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.


A giugno 2018 ho conseguito all’Università degli Studi di Trento il Master di II livello in previsione sociale. Ora proseguo gli studi al corso di laurea magistrale Gestione delle organizzazioni e del territorio.

Con il prof. Roberto Poli 

CV ottobre 2018

Lo studio

Opero in autonomia in ambito civile, ma condivido lo studio con altri professionisti dell’area legale e commercialisti, l’avvocato Nelly Lescio e il rag. Roberto Sensi.

All’occorrenza posso quindi avvalermi di consulenze interne qualificate, che permettono di offrire ai clienti una maggiore copertura disciplinare nell’ambito fiscale e societario. 

Su richiesta si fornisce il preventivo del costo relativo all’attività professionale necessaria.

Informazioni:

indirizzo: 39100 Bolzano, via Manci 5/12
telefono: +39 0471 264545 fax +39 0471 28 81 40
e-mail: info@iuste.itavv.broccardo@pec.iuste.it
codice fiscale: BRC CRL 67B59 A952S
partita IVA: 01562140218
banca: Banca Popolare di Sondrio, filiale di Bolzano – IBAN IT82 G056 9611 0060 0000 7012 X70
assicurazione: polizza n. 371045990, stipulata con la compagnia Assicurazioni Generali S.p.a., copre fino a euro 500.000,00 di indennizzo per singolo sinistro.

Lo studio si avvale di Gestiolex. Software per l’avvocato  www.gestiolex.it 

Questo sito è conforme alle norme deontologiche e in particolare agli art. 17 e 35 del Codice Deontologico Forense in tema di pubblicità informativa.

Perchè studiare previsione sociale ?

Come avvocato e professionista impegnata nelle Istituzioni forensi ho espresso in questa breve intervista le connessioni e le sinergie che rendono la Previsione sociale un approccio fondamentale per lo sviluppo della professione in un ambiente sociale di crescente complessità. 

Trento, febbraio 2018

Attività 2006-2018

  • 2018 – Componte dell’Assemblea dell’Associazione Economisti e Giuristi insieme
  • Trento, Università 6 novembre, Un’istituzione nazionale per i diritti umani in Italia. Sfide e prospettive
  • Roma, British Embassy 10 ottobre, Woman in law
  • Trento 26 maggio, VII Congresso Giuridico Distrettuale, sessione Linguaggio giuridico
  • 2017 – Componente del Comitato paritetico per l’attuazione del protocollo MIUR-CNF
  • Rovereto 19 ottobre, Festival della professioni, Il linguaggio d’odio
  • Formigine (MO) 11 maggio, convegno Privacy:diritti e libertà alla luce del nuovo regolamento EU, Il Dubbio:i diritti al centro della discussione civile
  • 2016 – Componente del gruppo di lavoro CNF per il progetto Alternanza Scuola Lavoro e componente del Comitato paritetico MIUR per l’attuazione del protocollo d’intesa
  • Padova 11 marzo, convegno Quando i professionisti diventano Aiutanti di Stato. Le professioni economico-giuridiche:una risorsa per amministrazione e cittadini
  • 2015 – Componente del consiglio di amministrazione della Edizioni Diritto e Ragione, società editrice del quotidiano Il Dubbio 
  • 2015 – Vicepresidente del Comitato Direttivo della FAI Fondazione dell’Avvocatura Italiana da giugno 2015 
  • 2015 – Componente del Consiglio Nazionale Forense, per il distretto della Corte d’Appello di Trento per la consiliatura 2015-18
  • Bassano 5 giugno, convegno al Circolo giuridico bassanese Il processo disciplinare avanti al CNF
  • Riva del Garda 16 maggio, IV Congresso Giuridico Distrettuale, sessione Processo civile telematico
  • 2013 – Componente del Comitato Direttivo della FIIF Fondazione per l’Innovazione forense
  • 2011 – Componente del Comitato esecutivo della SSA Scuola Superiore dell’Avvocatura (fino a marzo 2015)
  • 2010 – Componente del Consiglio Nazionale Forense, per il distretto della Corte d’Appello di Trento per la consilitura 2010-2014
  • 2006 – Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bolzano da gennaio 2006 a ottobre 2010

Il mio CNF – Il Foro Trentino, marzo 2017

Fin dal 1926 esiste il Consiglio Nazionale Forense, disciplinato poi dal RDL del 1933. I membri erano 15 e il maschile era sia uso grammaticale che realtà effettiva: la prima donna designata al CNF fu nel 1984 l’avv. Miranda Gentile del distretto dell’Aquila, seguita, ma ben 10 anni dopo, da Carla Guidi, lucchese, che entrava al CNF nel 1994, quasi a sessant’anni, e vi permaneva poi per due interi mandati.

Un’ulteriore pausa di altri 10 anni e sono stata eletta anch’io, consigliere più giovane nella storia del CNF, nel 2010, a 43 anni, assieme a Susanna Pisano, sarda, le uniche due donne sui 26 componenti del Consiglio, cioè quanti sono i distretti di Corte d’Appello (7,7% sul totale dei componenti del CNF). L’età va sottolineata non per vanto, ma perché è una circostanza che ha influito in vario modo sul lavoro di consigliere nazionale e nelle relazioni nate con i colleghi: i consiglieri erano in buona parte avvocati all’apice della carriera, con studi avviati e organizzati, un’esperienza pluriennale come Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di provenienza alle spalle. L’età media era di circa 65 anni. Sarebbe interessante chiedere a loro, più che a me, quale è stata nel 2010 la reazione all’ingresso delle donne al CNF. Per quanto mi riguarda, dovevo apparire a qualcuno come simpatica mascotte, ad altri come scomoda outsider, senza il necessario pedigree del consigliere archetipico, troppo giovane – si fa per dire – per poter accedere a quell’ambiente esclusivo. Qualcuno reagì con fastidio, altri con divertimento, non furono rare le forme di opposizione, gentile e cavalleresca, ma tant’era. Qualcuno mi prese sotto l’ala con validi consigli e un po’ alla volta ho cominciato a muovermi con maggiore consapevolezza e sicurezza.

Mi rendo conto solo ora, con l’invito a scrivere questo breve intervento, di aver avuto la possibilità di vivere, sulla mia pelle e da un osservatorio privilegiato, come si usa dire, dinamiche e comportamenti spesso oggetto di studi nelle politiche di genere, e ciò senza essermene mai occupata. Anzi, ho sempre preferito dare attenzione alle questioni generali più che di genere, impegnandomi in attività di comune interesse più che di settore, vedendo il ruolo dell’Avvocatura e delle sue Istituzioni in un contesto più ampio, di correlazioni concettuali e professionali. La rappresentanza “di genere” ho preferito esprimerla cercando di mantenere un codice femminile nel modo di pormi, di presentare le questioni o anche solo di esprimere il mio pensiero: non era affatto scontato potermi muovere con uno stile diverso nell’ambiente umano e istituzionale del CNF.

Complice proprio l’età anagrafica, mi sembra di avere introdotto qualche novità, per esempio anche solo nei modi di lavoro legati all’uso di nuove tecnologie, con la soddisfazione di aver aperto prospettive di impiego di strumenti più moderni anche ad altri consiglieri, indubbiamente pieni di voglia di mettersi ancora in gioco. Non si tratta di frivolezze, ma di comportamenti e uno stile diverso si esprime anche nelle modalità di intervento nelle riunioni. Ci sono state occasioni in cui l’impressione era che intorno a un progetto il consenso fosse stato raccolto prima e poi, in riunione plenaria, semplicemente proposto, sostanzialmente replicato, comprimendo così il confronto in comune a vantaggio dell’accordo tessuto altrove. Si dirà che avviene così in tutto il mondo del potere, non dipende da uomini o donne. È vero, ma forse ciò dipende anche dal fatto che il mondo del potere è spesso appannaggio del mondo maschile e quindi i due modi finiscono per identificarsi. Ho sperimentato così che esiste un modo tendenzialmente maschile – ma anche femminile per adeguamento al contesto – di prendere la parola nelle discussioni e giri di tavolo sulle varie opinioni: ho assistito a riunioni in cui chi interveniva prendeva la parola, facendo in genere il riepilogo di quanto detto fino a quel momento, non senza esprimere consensi e a volte apparente apprezzamento per l’uno o l’altro degli interventi precedenti. Affrontare le questioni accompagnando l’intervento con un linguaggio, anche visivo, diverso, con argomentazioni esemplificate da slide, grafici, numeri ed esempi, è stata una manifestazione concreta di uno stile diverso. Ma età e tecnologia non sono tutto, non basta e non porta neppure vantaggi essere “multitasking” come si dice siano in generale le donne: pur in un ambiente dove esistono mezzi, bisogna concentrare le forze e occuparsi di un obiettivo alla volta, come gli uomini (forse).

Sicuramente gli equilibri e le dinamiche all’interno di ogni istituzione sono complessi e ho rappresentato solo qualche aspetto percepito, che però mette in luce l’impegno richiesto per partecipare alle attività del CNF, con il portato storico e tradizionale che lo ha caratterizzato fino a tempi recenti.

Con la nuova consiliatura ci sono stati diversi cambiamenti in senso più dinamico, sia nella gestione che nella fascia di età e nella rappresentanza. L’età media si è abbassata, il numero dei consiglieri è aumentato a 33 e, da marzo 2015, ci sono 8 donne al CNF (quasi un quarto dei componenti) in virtù del principio della legge n. 247/2012 che introduce il rispetto della rappresentanza di genere per i due consiglieri eletti nei distretti con più di 10.000 avvocati.

Ma questo è il capitolo di una storia ancora da scrivere.